Un po’ di Storia

B012563_N037_ID000001_FF_P001Le origini di Sappada non sono certe, l’ipotesi più probabile è che nell’XI secolo alcune famiglie provenienti dalla vicina Austria (secondo la leggenda dal paese di Villgraten nel Tirolo orientale) si insediarono nella valle con l’autorizzazione del patriarca di Aquileia e dietro pagamento di una somma annuale.
La valle all’epoca era disabitata e incolta e i sappadini iniziarono una paziente opera di disboscamento e coltivazione; in breve nacque un piccolo paese formato da borgate. Il paese è costituito da caratteristiche case in legno adagiate nel soleggiato versante nord della valle. Intorno al paese verdi pascoli per l’allevamento dei bovini, campi di segale, avena, orzo e legumi e oltre ad essi boschi ricchi di selvaggina.
Nel 1500, oltre alle attività agricole e di pastorizia prosperava anche il commercio del legname grazie alla forte richiesta di legno per barche da parte della Repubblica di Venezia.
Dopo una breve parentesi di dominazione francese nel 1814 Sappada passò sotto gli austriaci cui si devono le prime scuole e opere pubbliche.
Nel 1852 Sappada passava dalla provincia di Udine a quella di Belluno[4] che a sua volta, qualche anno dopo, veniva annessa all’Italia (1866). Dopo l’ingresso nell’amministrazione bellunese, Sappada scelse di aderire alla Magnifica Comunità di Cadore, pur non essendo parte del territorio storico del Cadore.
Durante la prima guerra mondiale furono combattute molte battaglie sulle montagne circostanti e si possono ancora oggi trovare i reperti risalenti a tali scontri. Molte donne sappadine inoltre furono portatrici carniche, donne che volontariamente compivano centinaia di metri di dislivello per diverse volte al giorno per rifornire di viveri e munizioni i soldati italiani al fronte. Dal 1916 al 1917 il paese fu evacuato perché gli abitanti erano sospettati di simpatie filo-austriache a causa del loro dialetto: la popolazione fu trasferita in Toscana (presso il Comune di Arezzo fu istituita la sede provvisoria del Comune di Sappada), alcuni arrivarono in Campania ed in Sicilia.
Nella seconda guerra mondiale il paese fece parte della Repubblica libera della Carnia e fu teatro di scontri tra partigiani e tedeschi. Alcuni sappadini furono condotti ai campi di concentramento, tra cui Dachau. Nel dopoguerra a causa della carenza di lavoro molti sappadini emigrarono all’estero, in particolare in Svizzera e Germania. In seguito lo sviluppo del turismo cambiò anche l’economia del paese, e molti emigrati tornarono a casa per dedicarsi all’attività terziaria.

Sappada vecchia
8 delle 15 borgate di Sappada (Muhlbach, Cottern, Hoffe, Fontana, Kratten, Soravia, Ecche e Puiche) costituiscono la cosiddetta Sappada Vecchia, nella quale passeggiando lungo la stradina è possibile ammirare le antiche e tipiche case (blockhaus) che d’estate presentano tutte coloratissimi balconi fioriti, e stalle in legno costruite col sistema dell’incastro delle travi detto blockbau. Un po’ isolata è caratteristica anche la borgata Cima Sappada, con numerosi rustici in legno risalenti al XIX secolo.

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